Soffia già un vento autunnale sulla primavera tunisina

Qualche giorno fa, il 9 aprile, in Tunisia, doveva essere festeggiata la Giornata dei Martiri. Una festa nazionale  che, commemorando l’eccidio effettuato dalle truppe francesi il 9 aprile 1938, doveva essere l’occasione per tutti i partiti progressisti e di sinistra per riprendersi il diritto di manifestare, un anno e rotti dopo la caduta di Ben Ali.

Doveva essere l’occasione, ma non lo è stata. Tutti i gruppi che andavano a formare il corteo sono stati bloccati dal braccio violento del governo provvisorio, del nuovo potere che usa sempre più gli stessi metodi del dittatore che loro stessi hanno cacciato.

Un caso su tutti: il governo provvisorio, dominato dal partito islamista Ennhada, ha approvato la condanna di sette anni inflitta a due giovani blogger per l’accusa di blasfemia, per quanto scritto dai colpevoli sui propri blog.  Gli uomini che sono insorti contro il regime di Ben Ali, brandendo tra le altre cose anche il vessillo dei diritti civili,  condannano i propri concittadini per blasfemia!

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