Archivi giornalieri: aprile 13, 2012

Guinea Bissau, ovvero lo smistaggio della nostra coca

Con l’abituale disinteresse generale, ecco il golpe in Guinea Bissau: gli stessi militari che giusto ieri avevano preannunciato di aver preso il potere oggi hanno arrestato sia il premier uscente Carlos Gomez Junior (che alle elezioni di alcuni giorni fa aveva ottenuto il 49% delle preferenze) che il presidente Pereira (alcuni siti lo danno però in fuga).

Tutto inizia tre anni fa, nel 2009, quando il capo dell’esercito Batista Tagme Na Waie venne fatto saltare in aria in un attentato. I militari guineani non fecero attendere la risposta e poche ore dopo reagirono uccidendo Joao Bernardo Vieria, il premier di allora, che era tornato al potere dopo essere stato deposto pochi anni prima dalla guerra civile. I commentatori della tragedia parlarono “dell’omicidio della democrazia”. Vieira venne ferito nel bombardamento della propria villa e fu finito a colpi di machete da un gruppo di militari rivoltosi.

Una settimana fa, il secondo atto della sanguiraria vendetta: l’assassinio del capo dei servizi segreti Samba Diallo, considerato dai militari il mandante del primo omicidio, quello del capo dell’esercito Batista Tagme Na Waie. E qui ha inizio il vero golpe, che è stato portato a compimento oggi con la cattura del premier e del presidente.

Da anni in Guinea Bissau nessun presidente ha mai portato a termine il proprio mandato, tutti sono stati stroncati da golpe, guerre civili o, nei casi migliori, da malattie. Ma la maggior parte dei disordini sono purtroppo facilmente imputabili alla dimensione di narcostato cui sta assurgendo questo piccolo paese africano, come conseguenza alla sempre maggiore presenza sul territorio dei narcotrafficanti colombiani. Inutile dire che il traffico di droga che sta stravolgendo questa nazione africana ha come sbocco forzato l’Europa. Che resta a guardare.

 

 

 

 

 

 

 

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Udite udite, la Minetti come la Iotti

L’onorevole Santanchè ha perso un’ulteriore occasione per starsene zitta. In un’intervista a Radio 24, parlando dei nuovi sviluppi dello scandalo Papi-Minetti, ha affermato:

La Minetti? Anche Togliatti aveva come amante la Iotti, poi lei è diventata il primo presidente donna alla Camera, e sicuramente non aveva vinto concorsi. Nessuna delle due ha vinto un concorso, questo è sicuro”.

Ora, che la Santanchè non sia abituata a pensare prima di aprir bocca, non è una novità. Che spesso continui a parlare nonostante tutti sappiano che dice il falso, nemmeno (basti ricordare l’increscioso episodio con le donne islamiche, pochi anni fa). Ma riempirsi la bocca con nomi più grandi di lei è l’apice della sua inadeguatezza. Inadeguata, perché lo sproloquio di cui sopra dimostra come l’onorevole non abbia la più pallida idea di come e quando Nilde Iotti divenne Presidente della Camera: ben tre lustri dopo la morte di Togliatti, che sì, fu suo amante – ma certamente non la nominò dall’aldilà con quindici anni di ritardo.

Di più: la Iotti ricoprì tale carica per una dozzina d’anni, dal 1979 al 1992, il che dimostra la capacità politica di quella donna, che non dovrebbe in nessun modo essere accostata ad un umano di tutt’altra fatta come la Minetti, men che meno per bocca della Santanchè.

La stessa Santanchè, che dopo aver zompato un po’ in tutta la destra italiana è capitolata come onorevole Pdl, ha passato anni ha sfottere il Papi “tanto non glela do”, per poi piegarsi ad una ripagata alleanza-sottomissione. Che almeno si risparmi tirate storico-moraleggianti sulle quote rosa italiane.

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Pulizie fatte?

Le pulizie di primavera secondo Maroni sono già terminate. C’ha messo meno lui a ripulire la Lega che io a svuotare gli armadi. Come e cosa ha fatto? Ha cacciato Belsito ed espulso la “pasionaria” la”ribelle” “la terrona” “la nera” Rosy Mauro. Elencando tutti i soprannomi della Vicepresidente del Senato sembra che abbiano fatto qualcosina di più che ufficializzare la partenza del tesoriere, scontata, e dire a gran voce quello che era già stato urlato da tutti.

Ma.. Pulizie finite? Il piccolo Renzo Bossi non l’ha toccato nessuno, Maroni non ha osato chiedere che fosse allontanato dal partito. Eh sì, è pur sempre figlio del creatore. Ma.. Pulizie finite? Ma se proprio ieri nel gioco delle intercettazioni è finito nei guai anche Calderoli, che alla pari di Maroni è un triumviro leghista? Ma.. pulizie finite? Il tesoriere del Carroccio Emiliano , stando alla Gazzetta di Reggio, sembrerebbe indagato, insieme ad altri quattro esponenti. E ancora, come si può parlare di pulizia terminata se proprio ieri è stato arrestato Allegri, ex assessore leghista piacentino, per corruzione e concussione?

Come si può parlare di pulizia, con tanto di scope in mano, se tutti quelli che ti stanno attorno hanno schizzi di fango fino alle orecchie? Maroni fa le pulizie come i bambini: per spolverare gli scaffali passano lo straccio tra un soprammobile e l’altro, senza spostare nulla: qui un Trota, lì un Calderoli, gli gira ben attorno, alla romana, avrebbe detto Maroni vent’anni fa.

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