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Neofascisti e buon senso

Sembra che il buon senso sia ormai andato a puttane. Ma non un puttan-tour breve di qualche oretta, no. Ormai il buon senso vive in un bordello, e resta lì.

Dopo la Giornata dell’Orgoglio Padano celebrata proprio nel giorno in cui i leghisti venivano pubblicamente e giustamente schiaffeggiati dalle loro stesse mani, ora la Festa della Liberazione viene “festeggiata” anche dai neofascisti. Come se i tacchini in America si sedessero a tavola a festeggiare il giorno del Ringraziamento. Il tacchino si accomoderebbe a tavola, prenderebbe coltello e forchetta. Ma non appena i convitati osassero affondare quel forchettone nel collega con tanto di ripieno, il tacchino vivo aprofitterebbe dell’attimo di giubilo per inforcare almeno uno o due dei commensali.

Io non dico che i neofascisti attaccheranno i cittadini mentre sfilano per il 25 aprile. Per carità. niente di simile. Ma non ha senso, non ha senso che loro festeggino o comunque partecipino alla commemorazione del la liberazione dall’occupazione nazifascista. Non si può permetterlo. Volete essere presenti? Fatelo, potete, ma senza portare i simboli della vostra ideologia. Che non ci siano fasci o simboli anche solo lontanamente assimilabili al fascio il giorno in cui si festeggia la caduta dei regimi autoritari nel territorio italiano.

Ma il prefetto di Cagliari non la pensa così. Ecco la sua lettera che risponde alla lamentela dell’Anpi di Cagliari, associazione che aveva osato chiedere che le autorità non permettessero il corteo neofascista:

OGGETTO: 25 aprile – Festa della Liberazione Nazionale

Con nota inviata anche a questa Prefettura, codesta Associazione ha stigmatizzato che nella ricorrenza del 25 Aprile, Festa della Liberazione, si svolgano concomitanti manifestazioni organizzate da “gruppi neofascisti” che intenderebbero commemorare la Repubblica Sociale Italiana.

Al riguardo, giova osservare quanto segue.

Come noto, ai sensi dell’art. 17 della Costituzione “i cittadini hanno diritto a riunirsi pacificamente e senz’armi”, salvo preavviso delle riunioni in luogo pubblico alle autorità, “che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o incolumità pubblica”.

Tale specifica garanzia costituzionale, caratterizzata da un generale “favor libertatis”, disciplina nel dettaglio le modalità di esercizio del diritto di riunione, prescrivendo – come limiti oggettivi – che le riunioni si svolgono pacificamente e senz’armi e prevedendo il preavviso ove si tengano in luogo pubblico.

Tutte le riunioni sono, pertanto, tutelate dalla norma costituzionale nella misura in cui si svolgono entro i predetti limiti, essendo sancita la possibilità di divieto preventivo esclusivamente per motivi di sicurezza o incolumità, che debbono essere comprovati, con conseguente necessità di esauriente motivazione circa il concreto pericolo che l’esercizio del diritto potrebbe comportare.

Ciò posto, sempre che siano salvaguardati gli altri interessi costituzionalmente rilevanti (in particolare la libertà di circolazione), non risultano ammissibili ulteriori forme di intervento limitative della libertà in questione, fatte salve le prescrizioni in ordine alla modalità di svolgimento delle manifestazioni dettate dall’autorità di p.s..

Anche in tale occasione, sarà cura delle Forze di Polizia l’attenta vigilanza a garanzia del rispetto dell’ordinato svolgimento della manifestazione da parte dei promotori.

IL PREFETTO
(Balsamo)

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